venerdì 25 maggio 2012

Prendere lucciole per lanterne

Prendere lucciole per lanterne significa sbagliarsi nel giudicare una cosa o una situazione.

Mia nonna era l'ultima di sette sorelle. Già da giovani si somigliavano molto, ma quando diventarono anziane la somiglianza aumentò: piccoline, rotondette, vestite di scuro e con una gran crocchia di capelli bianchi, sembravano davvero tutte uguali.
Poi cominciarono ad andarsene, tutte ultraottantenni.
La prima fu la zia Dina.
Un pomeriggio di novembre (a novembre il sole tramonta presto) la nuora della zia Dina porta i fiori al cimitero e si allontana per prendere l'acqua.
Proprio in quel momento, alla tomba della zia Dina, arriva la zia Marianna con sua figlia.
-Non mi sento bene- dice Marianna.
- Siediti un attimo qui, mamma- dice la figlia- vado a prenderti un po' d'acqua.
La figlia arriva alla fontana e vede la nuora della zia Dina, bianca come uno straccio.
- Che succede? Ti senti poco bene? - chiede preoccupata.
E l'altra, indicando verso la tomba della suocera, con un filo di voce:
- La vedi anche tu?
-Ma certo che la vedo, è mia madre!



lunedì 21 maggio 2012

"L'italiano da lontano"

"L'italiano da lontano"
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"Arriva, senza che nessuno l'abbia invocata, magari preannunciata da una dolorosa sensazione del vuoto, una stagione fertile della vita in cui siamo chiamati, insieme a chi ci siede accanto, a costruire qualcosa di saldo e accogliente.
A qualcuno è dato d'incontrarla assai presto, codesta stagione. Ad altri - come al sottoscritto - forse continua a venire incontro in modo troppo storto. Altri ancora, e sono certamente i più infelici fra noi, compiono l'arco dell'intera esistenza senza conoscerne, addirittura senza neppure presentirne la vicinanza, il modo silenzioso e ostinato che ha - esso, questa cosa, il progetto - di riguardarci." (E. Brizzi, Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile - Baldini&Castoldi, 1999)

lunedì 14 maggio 2012

"L'italiano da lontano"

"L'italiano da lontano"
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"Ecco. Erano settimane, ormai, che lo stile della sua fidanzata lo inteneriva e basta. Erano settimane, che Giorgia mandava ai suoi occhi solo un riflesso opaco di quella Forza che chiunque di noi vorrebbe poter riconoscere ogni volta nelle persone che ha a cuore.
E voi, avvertiti lettori, conoscete da sempre, come da sempre conosceva Oscar, quale sia la condotta ritenuta favorevole per circostaze del genere. Poiché siamo paurosi e non sappiamo rinuciare a una persona che ci vuol bene se già non è in vista una creatura foriera di promesse più dolci, agli etusiasmi intiepiditi, all'onesto restar soli, preferiamo il nostro giaccio dormire a fianco di chi, nel cuore, abbiamo ormai abbandonato. Preferiamo prendere Giorgia sottobraccio e passeggiare ancora un poco lungo i sentieri del parco nella luce scansionata del secondo pomeriggio. Preferiamo regalare a chi sospira i nostri stessi sospiri, confidenze secondarie. Preferiamo non fare parola delle cose che davvero ci riguardano, e, codardi come siamo, c'illudiamo di farlo per tutelare chi cammina con noi verso casa" (E. Brizzi, Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile - Baldini&Castoldi, 1999)

lunedì 7 maggio 2012

"L'italiano da lontano"

"L'italiano da lontano"
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"Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni così, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di cheidersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente," (T. Terzani, Lettere contro la guerra - Longanesi, 2002)

venerdì 4 maggio 2012

In libreria

Per uno strano caso della vita dovrò passare due giorni in una libreria. La cosa non mi dispiace affatto, ma mentre sono qui mi rendo conto della pazienza che devono avere i poveri venditori. Ecco tre "perle" che ho sentito in queste prime due ore.
1)
Entrano mamma e figlia adolescente.
Mamma: -Mia figlia vorrebbe un libro, la può consigliare?
Libraio:  -Qual è l'ultimo libro che hai letto?
Figlia: - Quello... quello che fa ridere!

2)
-Vorrei un libro a forma di farfalla.

3)
-Vorrei un libro con le vecchie canzoni per bambini.
-Questo ha il CD
-No, no, il CD no. Voglio un libro che suona.

lunedì 23 aprile 2012

"Il lunedì della letteratura"

"Il lunedì della letteratura"
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"La spider rossa fece un'inversione e accostò davanti al ragazzo. L'uomo alla guida manovrava con molta calma, e sembrava non avere fretta, né pensieri. Portava un berretto elegante, la macchina era scoperta. Si fermò e, con un sorriso ben fatto, disse al ragazzo Hai visto Andre?
Andre era una ragazza.
Il ragazzo capì male, capì che l'uomo voleva sapere se l'aveva vista in generale, nella vita - se aveva visto che meraviglia che era. "Hai visto Andre?" Come una cosa tra uomini.
Così il ragazzo rispose Sì." (A. Baricco, Emmaus - Feltrinelli, 2009)

domenica 22 aprile 2012

Il Pastore Maremmano-Abruzzese di Agnese Spaziani

Pastore Maremmano-Abruzzese
Proprio dalla Maremma fino alle vette dell’Appennino in Abruzzo svolgeva generosamente il suo difficile compito e, dove possibile lo fa tuttora, il PASTORE MAREMMANO-ABRUZZESE, generoso e schivo guardiano di greggi.
Cucciolo di Pastore Maremmeno-Abruzzese

La testa ricorda l’orso bianco ed il temperamento è quello di un rustico, ma fiero conduttore, perfino maestoso con quella sua folta bianca pelliccia.
Protegge da sempre il gregge dall’assalto dei lupi in quelle isolate ed aspre zone di montagna o collina. Le pecore infatti, soprattutto nei tempi in cui la pastorizia era più diffusa, passano il freddo inverno nelle zone più miti di Lazio, Puglia e Toscana, poi durante i caldi mesi estivi, salgono sulle fresche montagne abruzzesi ed umbro-marchigiane accompagnate dallo sguardo vigile e attento di questi bellissimi cani dalle miti pretese.

Al lavoro
 I loro pasti sono frugali mentre i compiti che gli vengono affidati, sono seri e di grande responsabilità. Il Pastore Maremmano-Abruzzese è stato descritto fin dall’antichità dagli storici Columella e Varrone e, nonostante l’umile impiego, furono raffigurati spesso anche su ceramiche ed affreschi. Ci restano preziose testimonianze artistiche nel Chiostro dei Morti presso la chiesa di Santa Maria Novella a Firenze ed un’interessante ritratto sul Messale di Ercole d’Este.
Chiosto dei Morti- Firenze S.M.Novella

 Nota al post: Come sempre, ho cercato di citare le fonti da cui attingo le immagini, collegandole ai rispettivi siti con link. Se del tutto involontariamente avessi infranto dei diritti, prego i proprietari di darmene comunicazione così che possa provvedere a sostituire le foto. Se invece volete mandarmene altre da inserire nei post, sarò felicissima di aggiungerle.(LdL)info@italianlanguageclass.com